Considerazioni sulla sentenza del Tribunale Militare

Il Maresciallo è stato apostrofato come un gerarca fascista, un traditore, un criminale di guerra, un uomo condannato per crimini contro l’umanità. Accuse completamente infondate che testimoniano una volta di più la faziosità di taluni esponenti di sinistra, gli stessi che per decenni hanno cancellato dai libri di storia le atrocità delle foibe e il massacro degli Italiani d’Istria.

Rodolfo Graziani fu giudicato da un tribunale militare, da quegli stessi militari che aveva combattuto praticamente fino al giorno prima e che di certo non possono essergli definiti amici. Ebbene, dopo un’accurata istruttoria che niente trascurò e nienete lasciò in ombra, il Generale fu condannato per collaborazionismo con l’alleato tedesco. Non per crimini di guerra o peggio contro l’umanità, come qualcuno vorrebbe far credere, ma solo per aver collaborato col tedesco, venendo assolto da tutte le altre infamanti accuse.

Ma c’è di più: i giudici militari nella sentenza hanno concesso al generale l’attenuante di aver agito per motivi di particolare valore morale e sociale.
Il tribunale ha riconosciuto che l’adesione di Graziani alla Repubblica Sociale Italiana ed il suo operato in qualità di Ministro delle Forze Armate, furono ispirati dall’intento di evitare un diretto intervento tedesco e di proteggere la Patria, che ha sempre amato, riducendo al minimo i danni minacciati e i pericoli alle persone, alle città, ai beni, in una situazione a dir poco tragica.

Una sentenza ed un riconoscimento che in considerazione della gravità del reato vale quanto un’assoluzione, come osservato da commentatori dell’epoca.

Dispiace molto constatare che dopo così tanti anni ci sia ancora qualcuno, anche qui nel nostro paese, che infanga la memoria del nostro illustre concittadino.