Addio, Maresciallo!

I parte

Il Maresciallo d’Italia Rodolfo GRAZIANI si è spento a Roma alle ore 5,30 di martedì 11 gennaio 1955, assistito dal Cappellano di Forte Boccea e da Don Marino Marsili. Il Maresciallo è spirato nella clinica Sanatrix in via Trasone, dove era stato ricoverato alcuni giorni prima, per essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

“Ho fatto il mio dovere”

Il Maresciallo è entrato in coma mezzora prima del trapasso. Egli ha avuto coscienza della fine imminente ed ha chiesto di venir vestito con la giubba sahariana che indossava durante il processo e con il cappotto militare usato durante la sua prigionia. Egli aveva fatto riassettare e ripulire il cappotto qualche giorno prima. Ha insistito perche sul cappotto non venissero apposti ne gradi ne decorazioni. Pochi istanti prima che raggiungesse il coma, Rodolfo Graziani ha detto: Se oggi è il giorno che mi devo presentare al giudizio di Dio, credo di poter andare sereno perché mi pare di aver sempre fatto il mio dovere. Ho sempre amato la famiglia e ho amato tanto, tanto gli italiani. Subito dopo è sopraggiunta una crisi e il Maresciallo ha mormorato: Quanto soffrire, mio Dio, quanto soffrire. Poi ha aggiunto: Quando è ora di partire non bisogna esitare a lasciare tutte le cose di questo mondo. Più oltre, fra i tormenti della crisi finale, Rodolfo Graziani ha mormorato: “Attenti vi faccio una questione, … deve essere risolta a cominciare dalla posizione iniziale e poi partire. Poco dopo Rodolfo Graziani ha esclamato: Avanti, coraggio! Gran Dio, abbi pietà di me!

Sono state queste le sue ultime parole. Rodolfo Graziani sin dal giorno prima era consapevole della sua fine imminente, e aveva chiesto i Sacramenti, somministrati dal cappellano di Forte Boccea. La Salma e stata poi composta nella camera ardente, rivestita secondo le disposizioni date dal Maresciallo prima della dipartita. Accanto alla Salma si trovano la Consorte, donna Ines, la figliuola Wanda Gualandi e altri congiunti. La improvvisa notizia, sparsasi rapidamente in tutti gli ambienti giornalistici, politici e combattentistici della Capitale, ha provocato enorme sensazione e unanime cordoglio.

Il soldato dell’onore

La morte improvvisa di un uomo come Rodolfo Graziani, che nel suo nome e nel suo dramma ha sintetizzato le glorie e le tragedie di tutta un’epoca, costituisce un evento di tanta severa durezza, un cosi grave colpo per chi lo ha amato e seguito, un cosi aspro lutto per il combattentismo italiano da lui riassunto per decenni, che vien meno il fiato e le parole muoiono sulle labbra. In verità, l’animo nostro si ribella alla notizia e vorrebbe ribellarsi al destino. Il Maresciallo Graziani non è morto – vorremmo gridare con la stessa forza veemente, con la stessa leonina tenacia con cui Egli seppe a volte ribellarsi al destino che aveva pugnalato la Patria e sembrava esser riuscito a farla morire. Con altri grandi Soldati la sorte è stata di gran lunga più benigna; nessun grande Soldato è stato in egual misura capace di piegare la sorte alla propria volontà. L’Italia alla quale egli fece appello nel settembre 1943 non esisteva se non nella forza di animo sua e d’altri pochissimi, e senza il prestigio del suo nome, del suo passato, senza l’impeto del suo grande cuore, senza il magnetismo del suo prestigio, non sarebbe rinata dalle ceneri del tradimento, della capitolazione, del completo abbandono. Egli fece sorgere i combattenti dal suolo, come gli antichi eroi; e tutto se stesso gettò allo sbaraglio, pur essendo gia inoltrato negli anni, pur essendo gravemente piagato in tutto il corpo, pur essendo, soprattutto, oppresso dall’amarezza e dallo sconforto per l’inverecondo spettacolo che in quei giorni offriva l’Italia.

Il Soldato che sopravvisse alla sconfitta, il Soldato che fece sopravvivere l’Esercito alla capitolazione, la Patria al disonore, la gioventù al tradimento, non muore oggi con la fine del suo dramma terreno. Non muore, anche e soprattutto, perché egli sa che abbiamo ancora bisogno di lui, che non possiamo fare a meno del suo incitamento e del suo esempio, che non tutto il cammino è stato percorso, per risalire dall’abisso alle stelle. Non muore, perché nel suo nome le generazioni continuano a credere, perché le sue gesta e le sue sofferenze continueranno a sostanziare e a promuovere ogni sforzo di rinascita nazionale; perché nessuno che voglia difendere in avvenire la Patria potrà dimenticare l’esempio di colui che fu primo a riscattarla e a difenderla in armi, nel giorno del totale abbandono. Non muore, perche Iddio gli ha dato la forza di inserirsi nella Storia come energia perennemente viva. Non muore, perche Iddio lo ha armato d’amore. Non una parola d’odio è uscita dalle sue labbra, nei giorni della più fiera persecuzione. Non un accento di rabbia sono riusciti a strappargli i suoi aguzzini, i suoi carcerieri. Egli ha saputo rimanere pari a se stesso sotto i colpi dell’avversa fortuna; e mai ha perso di vista il fine morale altissimo per il quale si e sempre battuto: la pace tra gli Italiani in una Italia più grande. Si inchinavano a lui le insegne dei Combattenti che lo seguirono: dei vivi e dei Morti. Voglia Iddio, per il bene d’Italia, che si inchinino a lui reverenti anche le insegne di coloro che, pur non seguendolo, non si imbrancarono con la canaglia sovversiva. Voglia Iddio che il suo trapasso sia monito all’unità dei combattenti, al definitivo riscatto della Patria.

Questo è l’auspicio più alto che ”Il Secolo d’Italia”, nato per proseguire la battaglia d’onore e di riscatto e di pacificazione iniziata e condotta da Rodolfo Graziani, lancia in quest’ora luttuosa e solenne ai Combattenti d’Italia e alle generazioni più giovani, cui sono commessi i destini della Nazione.

CORDOGLIO UNIVERSALE
I combattenti di Spagna

L’Associazione Nazionale Combattenti di Spagna ha trasmesso il seguente messaggio:

“Legionari di Spagna, abbrunate i vostri gloriosi gagliardetti! Frema su vostro labbro con tutta la vostra fede la preghiera del Legionario! Fermatevi silenziosi per dare il vostro ultimo devoto cameratesco saluto all’Eroico invitto Condottiero, al più puro e generoso Soldato dell’onore Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani. Egli ha lasciato i superstiti per ricongiungersi ai compagni d’arme, ai suoi commilitoni, ai suoi soldati che lo attendevano nella gloria immortale per tributargli quegli onori che in terra gli sono stati e gli sono negati. La sua persona non sarà più fra noi. Ma lo spirito immortale del Grande Capo alimenterà la nostra fede, il nostro amore verso l’Italia e sarà la nostra bandiera e della Patria il nume tutelare. Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani … PRESENTE!”

Ecco altri messaggi di cordoglio giunti alla famiglia Graziani e a “Il Secolo d’Italia:

“Bacio devotamente mano vedova grande Italiano. – E. A. Mario”.
“Mi inchino commosso grande Soldato vivo nel ricordo migliaia Italiani ai suoi ordini terra africana. – Aldo Garzanti”.
“Crudo destino ancora una volta spezza ramo insostituibile grande albero Patria. Affranto gravissima perdita mio amato fraterno compagno di armi invio insieme con mia moglie devote condoglianze. – Generale Esposito”.
“Addoloratissimo rimpiango valoroso Soldato e grande comandante. – Generale Geloso”.
“Per dolorosa perdita amato eroico leggendario Condottiero invio profonde sentite condoglianze. – Generale dei Carabinieri Agostinucci”.
“E’ con cuore di soldato, di compagno d’armi di vecchio amico che Le porgo sentite condoglianze per la perdita del suo valoroso consorte. – Maresciallo d’Italia Bastico”.
“Con animo profondamente addolorato prendiamo parte suo lutto. – Angelo Aida Cerica”.
“Con antica immutata affettuosa amicizia partecipo suo dolore perdita grande Eroe et patriota italiano. – Nicola Pende”.
“Le siamo vicini con animo profondamente addolorato. – Bice Alfredo Guzzoni”.
“Marchesa Graziani. Ritornato proprio ora apprendo che la sventura non ha risparmiato il mio cuore. Ne sono desolato e le sono vicino cuore nell’ora del dolore e della sventura. Con sentimento commosso e affettuosamente, devoto Frugoni”.

I combattenti, i profughi e gli Italiani d’Africa

Alle moltitudini di combattenti, di profughi e di Italiani d’Africa che per tutta la giornata e la notte sono affluiti in devoto pellegrinaggio a portare l’estremo saluto alla salma del Maresciallo, si è aggiunto il telegramma della Medaglia d’Oro Ugolini, l’eroico difensore di Qulquabert, presidente della FENCPIA (Federazione Nazionale Combattenti Profughi e Italiani d’Africa) il quale – a nome di tutti – si è cosi rivolto a Donna Ines:
“Gloria futura dischiudesi su grande Maresciallo d’Italia sublimatosi at soldato semplice alt Combattenti et profughi Africa idealmente attorniano veneranda salma affranti nostalgici orgogliosi alt. In se voglia Marchesa col cuore dello Scomparso sentire nostri dolenti italiani palpiti alt – Presidente FENCPIA Ugolini”.

I volontari di Bir el Gobi

I Volontari dei Btgg. di a Bir el Gobi esprimono il loro vivo cordoglio per la scomparsa del Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani, Eroico Combattente, che fu loro d’esempio nel sacrificio e nella fedeltà agli Ideali della Patria e dell’onore. A lui legati dall’amore per l’Africa indimenticabile, cui Egli dedicò la Sua esistenza, i “Leoni della Marmarica” sentono tale dolore per la Sua morte, quale può dare la dipartita di un padre amato ed ammirato. Per la Presidenza Nazionale il Gruppo regionale il Lazio: Roberto Spampinato – Silvio Adorni.

Cordoglio universale

Il cordoglio del popolo italiano per la scomparsa del Maresciallo Graziani si è espresso, oltre che con l’imponente testimonianza intorno alla sua bara il giorno del funerale, con migliaia e migliaia di telegrammi, di lettere, di messaggi inviati da ogni parte della Penisola alla famiglia del grande Soldato scomparso e al nostro giornale affinché presso di lei se ne facesse interprete. Non solo i vecchi combattenti d’Africa, che avevano seguito il Maresciallo nelle gloriose indimenticabili imprese di Libia e di Somalia, non solo i combattenti della Repubblica Sociale Italiana, i dirigenti e gli iscritti del MSI, i lavoratori della CISNAL hanno inviato il loro commosso saluto; ma anche i giovani, che non lo conobbero direttamente ma ne udirono il nome dai genitori pronunciato con affetto e devozione, – anche persone delle più diverse provenienze politiche, militari e parlamentari, sacerdoti, uomini e donne d’ogni categoria sociale e d’ogni colore di parte si sono sentiti in dovere di essere presenti al lutto subito dall’Italia con la morte di Rodolfo Graziani. Per pubblicare tutti i messaggi di cordoglio occorrerebbero interi volumi. Possiamo qui soltanto ricordarne alcuni.
Quello della famiglia Mussolini che diceva: “Profondamente addolorati scomparsa grande italiano inviamo sentitissime condoglianze.”
Non va dimenticato che due parlamentari democristiani, gli on.li Andreotti e Togni espressero il loro lutto. L’on.le Andreotti, infatti, telegrafò cosi alla famiglia dello scomparso:  Prego accogliere mie sentite condoglianze – Giulio Andreotti.
E l’on.le Giuseppe Togni inviò al Segretario del MSI, On. Arturo Michelini, il seguente telegramma: “Desidero vi giungano mie vive condoglianze per vostro grande lutto”.
Il Segretario del P.N.M. On. Covelli alla famiglia Graziani: “Ricordando nel Maresciallo d’ltalia Rodolfo Graziani il geniale condottiero che la nostra storia coloniale non può né ignorare né tacere mi associo anche a nome del Partito Nazionale Monarchico al cordoglio che rattrista l’animo di quanti con Lui credettero e credono al nostro destino coloniale.” – Alfredo Covelli, Segretario del P.N.M..
Il Sindaco di Napoli e Presidente del P.M.P. Achille Lauro: “Anche nome amministrazione città prendo parte vostro dolore et incarico assessore delegato on. Nicola Foschini rappresentante me et amministrazione funerali prode Soldato. – Sindaco Napoli: Achille Lauro.”

vai alla II parte